BRESCIA – C’è un filo rosso (anzi, di fuoco) che ieri ha unito le vette di Olimpia al cuore pulsante della Leonessa d’Italia. La 41ª tappa del viaggio della fiamma olimpica di Milano-Cortina 2026 ha trasformato Brescia in una vera capitale dello sport, culminando in una Piazza Vittoria gremita e vibrante di emozione.
Thank you for reading this post, don’t forget to subscribe!L’attesa in Piazza: tra gadget e video-racconti
Nonostante l’attesa, il pubblico bresciano ha risposto con un calore travolgente. L’annuncio dello sponsor Coca-Cola ha scaldato gli animi: la promessa di una distribuzione di cappellini per le 18:30 ha creato quel clima da grande festival che ha accompagnato tutta la serata. Mentre la piazza si divertiva con il karaoke guidato da Stefano Locatelli (nipote del celebre Chef) e creava suggestive “onde di luce” con i flash dei telefoni, a condurre i giochi con maestria e simpatia è stato Francesco Randazzo, capace di trattenere e coinvolgere la folla nei momenti di attesa tra un canto al Karaoke ed un “lancio” di cappellini e, come notato dai presenti, ne sono arrivati davvero tantissimi, trasformando la piazza in una distesa rossa.

Sul grande schermo, il racconto per immagini: i video hanno ripercorso la prima settimana di viaggio della torcia, ricordando che siamo ormai nel pieno del percorso verso l’inaugurazione.
Istituzioni e Memoria: lo sport come vita quotidiana
Sul palco, la sindaca Laura Castelletti ha ricordato con orgoglio il suo legame con lo spirito a cinque cerchi, citando la sua esperienza di 20 anni fa per Torino 2006. Un passaggio toccante è stato dedicato a Franzoni e alla “torcia made in Brescia”, simbolo dell’eccellenza produttiva del nostro territorio che si fonde con la lealtà sportiva. Brescia è stata celebrata non solo come sede di grandi impianti — dalla pista di atletica di San Polino alle numerose vittorie locali — ma anche come “Città del Festival della Pace”.
L’Assessore allo Sport, Alessandro Cantoni, ha invece sottolineato come lo sport debba essere parte della quotidianità, citando i 7 comprensori sciistici della provincia e annunciando il prossimo appuntamento del 28 gennaio al San Filippo, dove verranno premiati gli atleti vincitori. Un momento di profondo silenzio e rispetto è stato dedicato al ricordo di Elena Fanchini, la cui grinta continua a ispirare le nuove generazioni.

Ambra Angiolini e l’emozione della “Vittoria”
Uno dei momenti più alti della serata è stato il monologo di Ambra Angiolini. Accompagnata dalle note profonde di un contrabbasso, l’attrice ha regalato un elogio alla Vittoria Alata e alla città di Brescia, intrecciando fatti storici e suggestioni poetiche. Ambra è apparsa visibilmente emozionata per essere stata chiamata a rappresentare questo legame tra arte, storia e sport sul palco della sua città d’adozione.

Lo spettacolo: luci, musica e… qualche critica
Il coreografo Domenico Ciaccia ha curato uno spettacolo visivo intitolato “Armonia”, dove ballerini con torce e lampade al neon hanno creato giochi di luce futuristici. Non sono mancati i momenti promozionali e tecnici: la presentazione della torcia “Essencial”, prodotta da Eni e Versalis, un gioiello tecnologico da 1 kg e 60 grammi, e i video sulle bio-raffinerie di Gela e Crescentino.
Solo una piccola “pecca”
L’assenza di una diretta video che mostrasse il percorso della fiamma lungo le strade cittadine prima dell’arrivo in piazza, lasciando il pubblico “al buio” sul passaggio reale dei tedofori tra i vicoli storici.
Verso il Braciere
Dopo i ricordi di Torino 2006 e le note dell’inno di Milano-Cortina cantato da Arisa, l’attesa si è conclusa con l’arrivo dell’e ultime tedofore, Vanessa Ferrari e Margherita Porro. Il fuoco olimpico, partito lo scorso 6 dicembre, ha finalmente acceso il braciere bresciano: riordiamo che durante le Olimpiadi saranno accesi due braceri, uno si troverà a Cortina e uno sarà in Piazza Castello a Milano.

Brescia ha salutato la fiamma con un grido corale, consapevole che il viaggio continua verso le montagne, ma con la certezza che ieri sera, in Piazza Vittoria, lo spirito olimpico è diventato un po’ più “bresciano”.
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