
Nel weekend di Coppa del Mondo di sci alpino a Levi (Finlandia) si è consumato un evento davvero inatteso – e al tempo stesso rivoluzionario – nella storia di questo sport. Ieri, nello slalom maschile, Lucas Pinheiro Braathen ha conquistato la sua vittoria numero sei in Coppa del Mondo, ma per la prima volta con i colori del Brasile, regalando così al paese sudamericano il suo primo successo di sempre in una gara iridata.
Thank you for reading this post, don’t forget to subscribe!La gara
Braathen, classe 2000, aveva già corso in passato per la Norvegia, ma ha deciso di cambiare bandiera nel 2024 per rappresentare il Brasile, la terra natale di sua madre.
Nella prima manche ha fatto segnare un tempo molto solido, guadagnando un vantaggio importante. Poi, nella seconda discesa, ha mantenuto la calma e ha eseguito una performance tecnica e potente che gli ha permesso di chiudere con un tempo complessivo di 1’50″72.
Ha preceduto il francese Clément Noël di 0,31 secondi e il giovane finlandese Eduard Hallberg, al suo primo podio in Coppa.
L’Italia in gara
Anche l’Italia ha avuto una presenza importante nella gara di Levi: Tobias Kastlunger ha completato una seconda manche coraggiosa e aggressiva, recuperando ben undici posizioni rispetto alla prima manche, grazie a un’ottima performance nella seconda discesa. Alla fine, il marciabondese ha chiuso al 12° posto, un risultato solido e incoraggiante per il team azzurro in uno slalom così competitivo.
Le reazioni
Il momento ha avuto un forte impatto simbolico: Braathen è scoppiato in un urlo di gioia sotto il cielo scandinavo, ha celebrato in ginocchio sulla linea d’arrivo e ha ricevuto la tradizionale renna di Levi, il trofeo iconico per i vincitori su questa pista.
In conferenza stampa ha dichiarato che la strategia impostata fin dalla prima manche ha funzionato, e che essere se stessi – con il proprio stile, la propria identità – può portare lontano, anche nello sport tecnico più competitivo.
Un appunto sulla vittoria storica del Brasile
Quella di Braathen rappresenta una pietra miliare per il Brasile nello sci alpino. Il paese sudamericano, più noto per il calcio o il samba che per le discipline invernali, entra adesso nel pantheon delle nazioni vincitrici di gare di Coppa del Mondo grazie a un atleta dal profilo molto particolare: non un “montanaro tradizionale”, ma uno sciatore esuberante, con uno spirito creativo e una personalità brillante.
Il suo successo potrebbe avere un significato più grande dello sport puro: potrebbe ispirare nuovi atleti da paesi meno tradizionalmente legati alle discipline invernali, promuovendo una maggiore diversità culturale nel mondo dello sci. In un momento storico in cui lo sport punta sempre di più sull’inclusione, questa vittoria è tanto sportiva quanto simbolica.
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