Siamo partiti 6 anni fa, con poche e confuse idee ma una grande passione: quella per gli sport invernali e per i social, usati come esperimento per vivere quella passione. Il viaggio sembrava lungo, in una dimensione sempre più frenetica. Negli anni si sono susseguite le avventure olimpiche: Tokyo 2020, con un anno di ritardo per il Covid-19, Pechino 2022 ancora in quarantena e poi Parigi 2024.

Thank you for reading this post, don’t forget to subscribe!

Oggi tocca a noi. Per settimane la fiaccola ha girato la nostra penisola: settimana dopo settimana, giorno dopo giorno, si avvicinava sempre di più, scandendo il tempo mancante all’inizio dei Giochi Olimpici. Il 5 febbraio è arrivata a Milano: il Fuoco di Olimpia è passato proprio sotto casa mia. Lo aspettavo da una vita, così come le Olimpiadi nella mia città, e vedere sfilare i tedofori rendeva tutto più vero.

La città si è unita in un unico abbraccio accompagnando questa staffetta: le persone hanno creato un corridoio lungo le strade, come si vede solo al Giro d’Italia, e alla fine ci siamo trovati in Piazza Duomo. La pioggia non ha spento né il fuoco né l’entusiasmo dei milanesi, che hanno aspettato Nicoletta Manni, étoile del Teatro alla Scala, ultima tedofora del giorno, simbolo assoluto di grazia ed eleganza.

Il giorno dopo la fiaccola è nuovamente ripartita per l’ultimo tour di una città che si preparava, insieme alla gemella Cortina e alle consorelle Bormio, Livigno, Tesero, Anterselva e Predazzo, alla cerimonia di inaugurazione, mentre le prime gare erano già in corso.

Lo stadio Giuseppe Meazza, che tutti — anche Bruce Springsteen — chiamano più familiarmente San Siro, è stato il teatro di una manifestazione in cui la luce è stata la protagonista insieme agli atleti. Gran finale, come da tradizione, l’accensione del braciere all’Arco della Pace, luogo simbolico a sottolineare il messaggio espresso durante tutta la manifestazione.

Per queste Olimpiadi Milano non si è smentita: ha replicato ciò che sa fare meglio, Fuori Salone e aperitivi, con un pizzico dell’esperienza maturata nell’Expo del 2015. La formula è di sicuro successo, come la ricetta del risotto allo zafferano o del Negroni. Così, le principali nazionali coinvolte, così come i grandi sponsor, hanno aperto le loro “Case”, allestite nelle location più prestigiose della città, per far sfoggio delle proprie eccellenze.

Abbiamo provato l’ospitalità della Corea a Villa Necchi Campiglio, della Svizzera nello storico Swiss Corner di Piazza Cavour, della Slovacchia in Galleria Meravigli e del Belgio, che per l’occasione ha allestito una tradizionale birreria in zona Sempione. Soprattutto siamo stati in Casa Italia, dove è possibile trovare installazioni interattive e mostre dedicate agli sport invernali e ai Giochi Olimpici e, ovviamente, seguire le gare in diretta su un maxischermo.

La risposta del pubblico è stata importante: italiani e i tanti stranieri presenti hanno vissuto la città dalla mattina fino a tarda sera, nei luoghi simbolo del suo centro storico, in una festa collettiva incredibile, in cui gruppi eterogenei si trovavano ad ammirare lo spettacolo del braciere olimpico hi-tech, che a ogni ora propone uno show di musica e luci, e dagli schermi posti nelle vetrine dei locali tifavano gli atleti impegnati nelle gare.

E questo è solo l’inizio!

Trending

Scopri di più da MilanoCortina2h54m27s

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere

Verificato da MonsterInsights