10 gennaio 2026 è andata in scena la finale di Campionato Italiano di Hockey, che ha visto fronteggiarsi i veneti dell’Asiago e gli altoatesini del Renon, prova generale preolimpica per il nuovissimo impianto nel quartiere di Santa Giulia, che a breve ospiterà le principali sfide di Hockey delle Olimpiadi.
Presente un pubblico da grandi occasioni, con una nutrita rappresentanza di sostenitori dell’Asiago e un minore contingente dalla provincia di Bolzano, tanti i milanesi curiosi di vedere la nuova struttura sportiva della città e orgogliosi di ritrovare un grande evento sul ghiaccio.
L’atmosfera era da partita del NHL americana, speaker con accento anglosassone, musica, luci e jingle suonati con l’organetto; scese in campo le squadre, l’Asiago ha immediatamente dato il verso alla partita: 4 goal in nei primi minuti, il Renon non è stata in grado di reagire prontamente per arginare l’iniziativa dell’Asiago e solo verso la fine del primo tempo riesce ad andare in goal.
Nel secondo tempo il Renon prova a reagire ma l’Asiago non da scampo e il parziale è ancora a favore dei veneti per 3 a 2, che hanno saputo sfruttare il power play.
Alla fine del terzo tempo il risultato è severo: 8 a 3 per l’Asiago, il Renon incassa in finale una dura lezione, per tutta la partita costruisce poco e spreca anche delle buone occasioni.
Per finire propongo una mia riflessione sulla Arena di Santa Giulia, vera protagonista, struttura dall’aspetto futuristico, completamente ricoperta di led, tanto da somigliare ad un’astronave atterrata alle porte di Milano, peccato che a pochi giorni dall’apertura dei Giochi Olimpici di Milano Cortina sia un cantiere aperto, il cuore del palazzetto funziona: il ghiaccio c’è, impianto sonoro e illuminazione sicuramente validi, ci sono ben due Zamboni ( le macchine che lisciano il ghiaccio) che lavorano in coppia, ma molte altri elementi sono carenti: gli spalti sono ad oggi solo parzialmente accessibili, una delle curve è parzialmente coperta da un enorme; all’esterno non ci sono parcheggi disponibili, l’accesso con i mezzi pubblici è discutibile, la zona di Milano è molto periferica, non è collegata con la metropolitana e i pullman navetta potrebbero non essere adeguati all’affluenza dei tifosi, dei 29 punti di ristoro previsti nel progetto non c’è assoluta presenza, se non gli spazi delimitati, gli unici punti di ristoro al momento attivi sono dei foodtrack all’esterno.
Gli organizzatori riusciranno a fare un “colpo all’italiana” e rendere l’Arena di Santa Giulia più accessibile e accogliente per tempo?

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